sabato 30 aprile 2011

Non so perchè stia cercando a tutti i costi quest'autodistruzione, ma ti prego fermala!

Correvamo insieme per le strade sviscerando emozioni folli senza aver paura delle conseguenze. Sentivo l'odore della primavera, era così forte da entrarti dentro fino a farti sentire potente, capace di qualsiasi cosa, i finestrini abbassati e l'aria che ti entrava violentemente nei polmoni. Ci sentivamo liberi, onnipotenti, era una sensazione che riempiva di una tale adrenalina da permetterci di fare cose assurde. Nella mia vita ormai c'era solo posto per cose come queste, emozioni forti. L'avevo deciso io, senz'altro, ma sono quelle decisioni che ti portano talmente lontano dal mondo da logorarti senza pietà. Non c'è posto nel mondo per chi fa fatica ad adattarsi, per chi arriva quando ormai tutti se ne sono andati, per una come me che voleva sempre restare attaccata alle stesse cose quando tutti ormai erano corsi da un'altra parte. Questo è il destino di chi resta solo e incompreso. Era successo tutto di colpo e ora..sentivo che mi stavo allontanando sempre più da me stessa. Era un turbine vorticoso e caotico che non lasciava neanche il tempo di pensare quando inghiottiva. Tentavo disperatamente di agganciarmi a qualcosa che potesse salvarmi, quando capì che non si fugge da niente, prima o poi torna tutto. Il mondo della perversione mi aveva accolta a braccia aperte, ero diventata ciò che un tempo non avrei mai desiderato essere. Il mio corpo stava subendo una lenta metamorfosi per rincorrere per tempo la mia mente che ormai vagava altrove. Ogni volta, era come un brutto sogno, come svegliarsi di soprassalto e chiedersi se era tutto reale. Il mio mondo rosso fuoco stava sanguinando, colpi acuti di dolore si infliggevano sempre con più forza senza mai mollare la presa. E poi tutt'a un tratto il buio totale, silenzio. Sottratta alla mia volontà cercai di strattonarmi da quella presa ferma. Era una morsa, era gelo. Tornai di nuovo sola affannata tra le tenebre.

venerdì 31 dicembre 2010

Ubriacatevi di emozioni. Ultimo giorno dell'anno

E' arrivata, finalmente, la notte più attesa e magica dell'anno è arrivata come sempre, e io, quest'anno, seppur in maniera molto veloce, ho scelto di dedicarmi al mio ormai tradizionale resoconto di fine anno, su questo blog, che, per mancanza d'ispirazione e fiducia in me, riempio molto poco. Un anno è passato, mesi, giorni, attimi fuggenti e minuti che non terminavano mai, 365 giorni passano come niente, e definirei questo 2010 un anno ricco di emozioni. Ho imparato tante cose quest'anno. Ho imparato che non bisogna mai aver paura di dire ciò che si prova, perchè è meglio pentirsi di una cosa fatta che non fatta, ho imparato che bisogna gustare ogni attimo che la vita ci propone, perchè non conosciamo l'attimo esatto in cui tutto potrebbe finire, ho imparato che le cose belle arrivano che le aspetti o meno, e quando arrivano, devi saperle accogliere e mai rifiutarle, ho imparato che dalle situazioni più spiacevoli possiamo ricavare molto di positivo, che l'uomo è fatto per sperare, e che delle volte è l'unica cosa che ci resta. Ho imparato a non aspettarmi mai niente, a pazientare, ad amare senza paura, a rischiare, a vivere con passione, perchè è la cosa più bella che possiamo fare, quella di vivere senza freni, di non stancarci mai, di non andare mai a dormire e ballare all'alba di un nuovo giorno, ad ubriacarmi di felicità, di provare tutte le emozioni possibili. Ho provato che la trasgressione non è possibile senza il rischio, ad assaporare la scarica di adrenalina ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo, ho provato, ho sognato, ho imparato ad amarmi e a non voler cambiare. Nel 2010 ho fatto tutto questo, sono stati 365 giorni pieni di emozioni, speranze, paure. Quando finisce un anno sembra che la nostra vita stia per concludersi e consacrarsi a un nuovo ciclo, ma la vita è una, non hai possibilità di cambiarla, il passato resta sempre presente nella memoria, anche se tentiamo di scacciarlo, anche se ogni anno sembra essere caratterizzato da qualcosa che lo rende unico. Ogni anno sembra cambiarti la vita, ma siamo noi a rendere la nostra vita così com'è. Ho imparato che la felicità si trova nelle piccole cose, che l'essenziale è invisibile agli occhi e che spesso ci aspettiamo cose immense, grandiose, piene di valore, quando ci basta avere una persona accanto e parlare, per essere felici. Basta un sorriso, una carezza, un abbraccio, una passeggiata, per essere felici. Ho sempre creduto che la nostra vita fosse guidata da un ineluttabile destino alla quale non è possibile sottrarci. Ho pensato di aver avuto sempre sfortuna, e che questa mi seguisse ovunque; ecco, quest'anno ho scoperto di essere più fortunata di quanto credevo, ho capito che se si è contenti si attirano verso di sé positività, che non dobbiamo mai smettere di sorridere. Si sono susseguite esperienze emozionanti, ho conosciuto gente diversa, alcuni resteranno anche nel prossimo anno, altri se ne sono già andati, ho conosciuto persone che sono passate dalla mia vita e ne hanno lasciato qualcosa, hanno solcato il terreno della mia esistenza, anche se non lo sanno. Ho conosciuto l'amore, l'ho saputo accogliere presso di me, e anche se si è presentato più volte, ha bussato alla mia porta nel momento in cui non me l'aspettavo, ma l'ho vissuta come l'esperienza più bella, più emozionante. Ho provato sensazioni per la prima volta, mi sono trovata in situazioni mai vissute. L'amore del dormire accanto a una persona e sentirla respirare la notte, l'amore del buio, l'amore delle stradine strette, l'amore dei posti abbandonati, l'amore delle serate imbevute nell'alcool, l'amore della spiaggia deserta, l'amore dei sussurri e delle canzoni, l'amore delle urla, dei colpi al petto, dei baci sotto la pioggia,l'amore dei sedili delle macchine, l'amore puro, violento, perverso, dolce, inaspettato, eccitante, allegro. Credo di essere cambiata quest'anno, forse no, forse sto solo crescendo. Un giorno piangerò di quelle serate a ballare, di quelle nottate dei boschi romani, dei pomeriggi in oratorio, al mare, in giro. Piangerò di nostalgia, e dio solo sa quanto sono nostalgica io. Racconterò ai miei figli di quant'era bello essere giovane e pensare a un futuro che ci sembrava lontano, irraggiungibile. Le sensazioni sono i dettagli della storia della nostra vita, sono l'essenza, come quando metti un profumo. Sono tutto ciò che ricorderai un giorno. Le infelicità più grandi di quest'anno si sono tramutate, stasera sono proprio felice. Quant'è bello vivere! Vivete, non stancatevi mai di vivere con passione la vita, ubriacatevi di emozioni, fate tutto ciò che vi sentite. La vita è il dono più bello che abbiamo ricevuto, bisogna sfruttarlo, non bisogna perdere tempo. Auguro a tutti quelli che leggeranno questo post, che saranno molti pochi, quindi estendo a tutti quelli che conosco e a cui voglio bene, di passare non un anno ma il resto della loro vita in salute, di sapersi godere ogni attimo. Buon 2011 Mondo!

sabato 30 ottobre 2010

Una sera d'autunno, odore di mele nell'aria...

<> Ma quale sfiga, pensavo tra me e me, solo perchè alcuni dolci non mi piacciono non significa che io desideri che non vengano buoni, anzi, adoro quando prepara dei dolci, perchè, ecco, è come se fosse felice. Non si cucinano dolci quando si è tristi, cucinarli è già espressione di creatività e allegria. E quanto adoro vederla canticchiare, mentre mette insieme gli ingredienti, controlla il giusto dosaggio, mescola. E' favoloso, specie quando è sera e fuori è buio e fa freddo, e io mi avvolgo nel mio maglione e le mie mani si perdono tra le tasche enormi, spalanchi la porta e l'odore di cioccolato t'inebria al punto da sentirti drogata, ti entra talmente forte nelle narici, che come potresti augurarti che venga male?

lunedì 16 agosto 2010

Pensieri notturni




Levava via il sangue dalla sua pelle diafana e sentiva rimbombare in testa lo stridente suono dei graffi che le percorrevano la schiena. Assurdo. Bizzarro. Aveva i sensi accecati dal caos, era diventata rumore e si lasciava trasportare da quell'ebbrezza delirante, traviandosi nei meandri più oscuri ai limiti della pazzia. Voleva morire, scoppiare, bruciare e poi rinvenire. Ubriaca di trasgressioni era stata scaraventata all'inferno, e ora vagava sola, ipocondriaca di forti emozioni.

sabato 24 luglio 2010

Love or Death?


Era distesa a terra Claire, incapace di muoversi, di compiere qualsiasi gesto. Avrebbe voluto contorcersi vorticosamente e urlare fino a spezzare le corde vocali, ma non le era concesso questo sfogo. Giaceva a terra supina, le braccia allargate e la testa laterale, lo sguardo annaspava confusamente qualcosa tra le gelide mattonelle, qualcosa che non c’era, forse il vuoto. Avvolta nel buio, dalle tenebre, per un attimo ebbe paura, e si ritrovò dopo mesi, forse anni a non riuscire a chiudere occhio, per tutta la notte. La notte è fatta per pensare, si crede, lei non ci riusciva. Non riusciva a cercare una causa, si sentiva tremendamente stupida tra quelle quattro mura, e chissà dov’eri tu, quando tutto successe. Chissà cosa provavi tu, mentre Claire si sentiva morire, voleva morire. Il suo orgoglio l’aveva condotta in un turbine di scelleratezze senza mai fine. Voleva provare cose nuove, e c’era riuscita, ma le si era tutto ritorto contro. Era un’illusa, una fallita, ma si era innamorata, o no? Si stava annientando da sola, annullava tutto ciò che con le parole aveva costruito, la ragazza traviata. Le sue stranezze l’avevano portata a restare sola, si era innamorata. Si sentiva intrappolata in una ragnatela dalla quale non riusciva ad uscirne, mentre il vuoto e la disperazione pian piano le mangiavano le interiora, deturpandole l’animo. L’amore è morte, ne era sicura. L’amore genera morte. Era stata tratta in quell’inganno, Claire, e non capisce cosa provi, si danna, si tormenta cercando di comprendere cosa tu provi, se ti manca, se stai male senza di lei. Claire sbaglia, sbaglia sempre, lei è un bipolarismo che non avrà mai fine, lei è consapevole dei suoi sbagli ma continua a farli, involontariamente. E’ più forte di lei, è una forza gravitazionale che le comanda ogni azione senza prima avvertirla





Mi hai messa in scacco matto, ma sappi che ti amo.

venerdì 23 luglio 2010

Come il fuoco e la polvere da sparo...



J. stava tastando frettolosamente le sue gelide cosce scoperte, fredde come il ghiaccio e bianche come la neve, quando avvertì un dolore acuto, lancinante attraversarle la pelle, una saetta di dolore; e lo vide lì, risaltare quel colore forte, violaceo verdastro, un miscuglio di colori tenui volti a formare quell'unico livido. Quello non era un semplice livido, segno ineluttabile di un morso, di una violenza; era qualcosa di più. Era la sua pelle sottratta per l'amore avido di qualcun altro, era il ricordo accecante dei suoi sbagli, del suo masochismo e della sua scelleratezza, era un tumulto di emozioni negative che le accecavano i sensi, obnubilando la ragione...e le piaceva. Tutto quello la affascinava, la rendeva deviata.
Le piaceva continuare a giocare perseverando, giocare a toccare il sottile filo della perversione, provare gusto nel farlo, stupida sadica masochista. Un orgasmo di violenza pervase le sue membra, mentre immaginava ripetutamente quei denti che affondavano avari nella sua carne, e i suoi sussulti si replicavano sempre più ansimanti. Non era altro che una psicopatica traviata.
C'erano quelle relazioni destinate a finire non appena incominciavano ad avvicinarsi, e loro erano fin troppo simili per poter stare insieme senza bruciarsi, senza distruggersi, ridursi all'osso. Troppo dicotomici, troppo diversi ma senz'altro uguali; cosi succedeva che si annichilivano non appena si toccavano, si autodistruggevano piacevolmente, mentre il sottile sapore dell'ipocrisia li avvolgeva, un pomeriggio come tanti, in una desolata campagna estiva. E finiva che non si sarebbero mai potuti avvicinare realmente senza innescare una reazione disastrosa, d'altronde tutti i piaceri violenti hanno fine violenta, e muoiono nel momento del loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al loro primo bacio.
"Siamo fatti per distruggerci" sussurrò Jane
-Ma io, sento qualcosa che ci lega...tu no?
-Forse è un nodo...
-Può essere...o un filo, un filorosso.
-O un cappio!
-Ma tu rovini sempre tutto.