sabato 30 aprile 2011

Non so perchè stia cercando a tutti i costi quest'autodistruzione, ma ti prego fermala!

Correvamo insieme per le strade sviscerando emozioni folli senza aver paura delle conseguenze. Sentivo l'odore della primavera, era così forte da entrarti dentro fino a farti sentire potente, capace di qualsiasi cosa, i finestrini abbassati e l'aria che ti entrava violentemente nei polmoni. Ci sentivamo liberi, onnipotenti, era una sensazione che riempiva di una tale adrenalina da permetterci di fare cose assurde. Nella mia vita ormai c'era solo posto per cose come queste, emozioni forti. L'avevo deciso io, senz'altro, ma sono quelle decisioni che ti portano talmente lontano dal mondo da logorarti senza pietà. Non c'è posto nel mondo per chi fa fatica ad adattarsi, per chi arriva quando ormai tutti se ne sono andati, per una come me che voleva sempre restare attaccata alle stesse cose quando tutti ormai erano corsi da un'altra parte. Questo è il destino di chi resta solo e incompreso. Era successo tutto di colpo e ora..sentivo che mi stavo allontanando sempre più da me stessa. Era un turbine vorticoso e caotico che non lasciava neanche il tempo di pensare quando inghiottiva. Tentavo disperatamente di agganciarmi a qualcosa che potesse salvarmi, quando capì che non si fugge da niente, prima o poi torna tutto. Il mondo della perversione mi aveva accolta a braccia aperte, ero diventata ciò che un tempo non avrei mai desiderato essere. Il mio corpo stava subendo una lenta metamorfosi per rincorrere per tempo la mia mente che ormai vagava altrove. Ogni volta, era come un brutto sogno, come svegliarsi di soprassalto e chiedersi se era tutto reale. Il mio mondo rosso fuoco stava sanguinando, colpi acuti di dolore si infliggevano sempre con più forza senza mai mollare la presa. E poi tutt'a un tratto il buio totale, silenzio. Sottratta alla mia volontà cercai di strattonarmi da quella presa ferma. Era una morsa, era gelo. Tornai di nuovo sola affannata tra le tenebre.

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