Era distesa a terra Claire, incapace di muoversi, di compiere qualsiasi gesto. Avrebbe voluto contorcersi vorticosamente e urlare fino a spezzare le corde vocali, ma non le era concesso questo sfogo. Giaceva a terra supina, le braccia allargate e la testa laterale, lo sguardo annaspava confusamente qualcosa tra le gelide mattonelle, qualcosa che non c’era, forse il vuoto. Avvolta nel buio, dalle tenebre, per un attimo ebbe paura, e si ritrovò dopo mesi, forse anni a non riuscire a chiudere occhio, per tutta la notte. La notte è fatta per pensare, si crede, lei non ci riusciva. Non riusciva a cercare una causa, si sentiva tremendamente stupida tra quelle quattro mura, e chissà dov’eri tu, quando tutto successe. Chissà cosa provavi tu, mentre Claire si sentiva morire, voleva morire. Il suo orgoglio l’aveva condotta in un turbine di scelleratezze senza mai fine. Voleva provare cose nuove, e c’era riuscita, ma le si era tutto ritorto contro. Era un’illusa, una fallita, ma si era innamorata, o no? Si stava annientando da sola, annullava tutto ciò che con le parole aveva costruito, la ragazza traviata. Le sue stranezze l’avevano portata a restare sola, si era innamorata. Si sentiva intrappolata in una ragnatela dalla quale non riusciva ad uscirne, mentre il vuoto e la disperazione pian piano le mangiavano le interiora, deturpandole l’animo. L’amore è morte, ne era sicura. L’amore genera morte. Era stata tratta in quell’inganno, Claire, e non capisce cosa provi, si danna, si tormenta cercando di comprendere cosa tu provi, se ti manca, se stai male senza di lei. Claire sbaglia, sbaglia sempre, lei è un bipolarismo che non avrà mai fine, lei è consapevole dei suoi sbagli ma continua a farli, involontariamente. E’ più forte di lei, è una forza gravitazionale che le comanda ogni azione senza prima avvertirla

Mi hai messa in scacco matto, ma sappi che ti amo.
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