venerdì 31 dicembre 2010
Ubriacatevi di emozioni. Ultimo giorno dell'anno
sabato 30 ottobre 2010
Una sera d'autunno, odore di mele nell'aria...
lunedì 16 agosto 2010
Pensieri notturni
sabato 24 luglio 2010
Love or Death?
Era distesa a terra Claire, incapace di muoversi, di compiere qualsiasi gesto. Avrebbe voluto contorcersi vorticosamente e urlare fino a spezzare le corde vocali, ma non le era concesso questo sfogo. Giaceva a terra supina, le braccia allargate e la testa laterale, lo sguardo annaspava confusamente qualcosa tra le gelide mattonelle, qualcosa che non c’era, forse il vuoto. Avvolta nel buio, dalle tenebre, per un attimo ebbe paura, e si ritrovò dopo mesi, forse anni a non riuscire a chiudere occhio, per tutta la notte. La notte è fatta per pensare, si crede, lei non ci riusciva. Non riusciva a cercare una causa, si sentiva tremendamente stupida tra quelle quattro mura, e chissà dov’eri tu, quando tutto successe. Chissà cosa provavi tu, mentre Claire si sentiva morire, voleva morire. Il suo orgoglio l’aveva condotta in un turbine di scelleratezze senza mai fine. Voleva provare cose nuove, e c’era riuscita, ma le si era tutto ritorto contro. Era un’illusa, una fallita, ma si era innamorata, o no? Si stava annientando da sola, annullava tutto ciò che con le parole aveva costruito, la ragazza traviata. Le sue stranezze l’avevano portata a restare sola, si era innamorata. Si sentiva intrappolata in una ragnatela dalla quale non riusciva ad uscirne, mentre il vuoto e la disperazione pian piano le mangiavano le interiora, deturpandole l’animo. L’amore è morte, ne era sicura. L’amore genera morte. Era stata tratta in quell’inganno, Claire, e non capisce cosa provi, si danna, si tormenta cercando di comprendere cosa tu provi, se ti manca, se stai male senza di lei. Claire sbaglia, sbaglia sempre, lei è un bipolarismo che non avrà mai fine, lei è consapevole dei suoi sbagli ma continua a farli, involontariamente. E’ più forte di lei, è una forza gravitazionale che le comanda ogni azione senza prima avvertirla

Mi hai messa in scacco matto, ma sappi che ti amo.
venerdì 23 luglio 2010
Come il fuoco e la polvere da sparo...


J. stava tastando frettolosamente le sue gelide cosce scoperte, fredde come il ghiaccio e bianche come la neve, quando avvertì un dolore acuto, lancinante attraversarle la pelle, una saetta di dolore; e lo vide lì, risaltare quel colore forte, violaceo verdastro, un miscuglio di colori tenui volti a formare quell'unico livido. Quello non era un semplice livido, segno ineluttabile di un morso, di una violenza; era qualcosa di più. Era la sua pelle sottratta per l'amore avido di qualcun altro, era il ricordo accecante dei suoi sbagli, del suo masochismo e della sua scelleratezza, era un tumulto di emozioni negative che le accecavano i sensi, obnubilando la ragione...e le piaceva. Tutto quello la affascinava, la rendeva deviata.
Le piaceva continuare a giocare perseverando, giocare a toccare il sottile filo della perversione, provare gusto nel farlo, stupida sadica masochista. Un orgasmo di violenza pervase le sue membra, mentre immaginava ripetutamente quei denti che affondavano avari nella sua carne, e i suoi sussulti si replicavano sempre più ansimanti. Non era altro che una psicopatica traviata.
C'erano quelle relazioni destinate a finire non appena incominciavano ad avvicinarsi, e loro erano fin troppo simili per poter stare insieme senza bruciarsi, senza distruggersi, ridursi all'osso. Troppo dicotomici, troppo diversi ma senz'altro uguali; cosi succedeva che si annichilivano non appena si toccavano, si autodistruggevano piacevolmente, mentre il sottile sapore dell'ipocrisia li avvolgeva, un pomeriggio come tanti, in una desolata campagna estiva. E finiva che non si sarebbero mai potuti avvicinare realmente senza innescare una reazione disastrosa, d'altronde tutti i piaceri violenti hanno fine violenta, e muoiono nel momento del loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al loro primo bacio.
"Siamo fatti per distruggerci" sussurrò Jane
-Ma io, sento qualcosa che ci lega...tu no?
-Forse è un nodo...
-Può essere...o un filo, un filorosso.
-O un cappio!
-Ma tu rovini sempre tutto.